domenica 3 marzo 2013

Anna Karenina



 Il treno che porta al teatro

Joe Wright,  ha capito che per rendere pienamente un personaggio a tutto tondo come Anna Karenina, si deve  passare per il teatro. E così è stato. Il film è composto da attori esemplari, diretti sapientemente dal regista, compresa la sua musa: Keira Knightley che in questo peronaggio mette tutta la sua forza drammatica ed è superbamente credibile. Il film si snoda fra giocattoli, scenografie, pose teatrali , quindi di finzione a   scenari reali: campagne innevate, campagne con file di contadini che tagliano il grano. Joe Wright, dimostra di conoscere il teatro avendoci vissuto in mezzo fin da bambino, ma dimostra di conoscere un maestro esemplare che prima di lui ha saputo miscelare divinamente tecniche teatrali e linguaggio cinematografico, parlo di Keneth Branagh. Ma non solo,: ho visto anche un pò di Emir Kusturica nei passaggi apparentemente caotici  e veloci da una scena all'altra; per non parlare di certi punti di vista che la telecamera rimanda allo spettatore, nelle scene di campagna o nei primi piani dei contadini, in cui ho notato  certe sequenze tipiche del cinema da realismo socialista  sovietico ( in primis   il grande Eisenstein).
E' un film complesso, ben costruito e intenso, Le scene di danza, sono stupende . Il valzer con il sinuoso gioco di braccia e di mani è un capolavoro, Ma Joe Wright ama molto la danza, sapendo che in quel periodo il momento della danza significava tutto nelle relazioni (erano i soli momenti di contatto,  amissibili in pubblico) , ed in questa concentra tutto il significato sociale che in quel momento rappresenta. Come non  dimenticare le danze in Orgoglio e Pregiudizio, ma soprattutto la danza fra Lizzy Bennet e Fitzwilliam Darcy? .... Insomma Joe Wright, registicamente parlando,  sta seguendo una strada molto molto interessante,  e spero davvero che continui.
Altra cosa sul film: ottima sceneggiatura di Tom Stoppard.