lunedì 20 febbraio 2012

Norwegian Wood

 


Quanto può far male,ascoltare una canzone? Tanto, se la canzone oltre alla perfezione tecnico-melodica è carica di ricordi: "organicamente" densi di vita vissuta.
Questo romanzo, è organicamente legato a una canzone, come non ho mai letto prima. Uno potrebbe pensare (come io ho pensato) che proprio per questo, sia un romanzo pop. No! Sbagliato, è un romanzo con una forte struttura tardo-ottocentesca: possiede una parte epistolare molto importante e una parte come flusso di coscienza, altrettanto importante - ma per lievità e ironia, a volte, ho pensato anche a Jane Austen, soprattutto in certi dialoghi (ma non lasciatevi fuorviare dalle mie impressioni, perché sono molto intime e personali). E' un romanzo straordinario: in cui, il giovane protagonista (con mia somma invidia) lascia che le ragazze che lo attorniano, si esprimano attraverso le loro narrazioni (moderne Sherazade, come lo stesso Watanabe descrive una di loro, la più anziana)e che proprio in questo modo riescano ad affascinarlo e a catturarlo inesorabilmente , trasportandolo nel loro mondo o...pozzo nero: buio e ineluttabilmente avvolto di solitudine. E' un romanzo nostalgico e triste, che nonostante le premesse (la pagina in cui Naoko, parla del pozzo nero è terribile, e dovrebbe dissuadere dal continuare a leggere)invoglia a continuare nella lettura...e arrivati alla fine ci si accorge, di aver attraversato come in un esercizio terapeutico: la disperazione, la depressione, e di averla scampata...il mondo va avanti e si cresce.